Chiese autocefale

Sec. X-

L’istituzione dell’autocefalia ha origini antiche e nella tradizione ortodossa consente a una Chiesa locale un regime di piena autonomia, pur nella fedeltà alla comune tradizione. I vescovi riuniti nel sinodo intorno al loro metropolita, o arcivescovo, assumono autonomamente le proprie decisioni e sono chiamati a eleggere il nuovo primate. L’identificazione territoriale con un’organizzazione statuale, che soprattutto in epoca moderna tende a coincidere con uno Stato nazionale, presuppone un’interazione fra queste istituzioni che talvolta si trasforma in ingerenza dello Stato nella vita ecclesiastica. Se si esclude il caso antico della metropolia di Cipro, il primo vero caso di autocefalia ha riguardato la Chiesa bulgara, mentre quello più rilevante riguarda la Chiesa russa dopo il Concilio di Firenze. 

Bibliografia: G. Fedalto, Le Chiese d’Oriente, i: Da Giustiniano alla caduta di Costantinopoli, Milano 2010; M.-H. Blanchet, F. Gabriel, L. Tatarenko (a cura di), Autocéphalies: l’exercice de l’indépendance dans les Églises slaves orientales (xe-xxe siècle), Rome 2019.


Di: Garzaniti M.
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